Il progetto mette insieme una grande parte del territorio
MEDOCC. La sua area di azione vede, infatti, coinvolte
la Spagna (Valenzia, Catalogna ed Isole Baleari), l'Italia
(Sardegna e Sicilia), la Francia (Provenza, Costa Azzurra,
Corsica), la Grecia (Creta) e la Tunisia.
Il progetto include quattro delle più grandi
isole del Mediterraneo (Sardegna, Sicilia, Creta, Corsica
e Baleari), comunemente note come zone "calde"
di biodiversità, nelle quali le vicissitudini
evolutive della flora hanno portato alla comparsa di
un gran numero di endemismi di grande valore biologico.
Queste isole sono fortemente dipendenti da un turismo
che, troppo spesso, è stato poco rispettoso del
patrimonio naturale.
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| Uno
degli habitat da preservare, quello di Anchusa cespitosa,
specie endemica dellisola di Creta minacciata
di estinzione (©
2005, C. Fournaraki - MAICh). |
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La
desertificazione: un problema sempre più sentito
(©
2005 I R A). |
Inoltre la presenza della Tunisia, come
Partner attivo del progetto, ha offerto la possibilità
di arricchire la cooperazione transnazionale con un Paese
della riva Sud del Mediterraneo, contribuendo così
al Processo di Barcellona d'integrazione tra le regioni
europee ed i Paesi terzi del bacino del Mediterraneo.
La Tunisia ha portato, tra l'altro, un contributo significativo
in materia di specie adattate a condizioni climatiche
di siccità, che iniziano a comparire in alcune
regioni dello spazio MEDOCC in cui il fenomeno della desertificazione
sta diventando molto preoccupante.
All'interno dei territori regionali interessati, i lavori
sul campo si svolgeranno a livello dei Siti
di Interesse Comunitario o SIC (zone proposte per
fare parte della rete ecologica europea NATURA 2000).
I SIC contengono habitat che comprendono comunità
e taxa vegetali di alto valore ecologico, particolarmente
rari e minacciati, che la Direttiva Habitat ha definito
come prioritari, obbligando i Paesi europei
a garantirne la conservazione.