Il Progetto GENMEDOC non è esclusivamente un progetto
scientifico a sé stante, ma implica anche numerose
ricadute a livello sociale, politico e soprattutto ambientale
in quanto:
- Promuovendo la formazione e l'occupazione di giovani
tecnici (con una significativa presenza femminile) attraverso
tirocini e seminari, si possono creare nuovi posti di
lavoro in seno all'Unione Europea. La partecipazione di
tre Università e cinque Centri di conservazione
della biodiversità costituisce un nucleo operativo
altamente qualificato, creando buoni presupposti per arrestare
l'esodo delle nuove forze lavorative verso altre regioni.
- Lo sviluppo di strategie di conservazione delle risorse
genetiche e la costituzione di Banche del germoplasma
della flora autoctona sono piuttosto recenti per le zone
del Mediterraneo. Il lavoro all'interno di una rete e
la collaborazione tra istituzioni di diverse regioni dell'area
MEDOCC ha permesso di adottare delle metodologie comuni,
inesistenti fino ad oggi, e ha favorito (e favorisce)
lo scambio di informazioni. Il risultato di queste collaborazioni
ha portato all'adozione di protocolli comuni coerenti
in tutto il bacino del Mediterraneo ed all'elaborazione
di politiche di sviluppo del territorio rispettose della
conservazione della biodiversità.
- Come conseguenze "indirette", ma per questo
non meno importanti, di una buona gestione del territorio
e della tutela del patrimonio naturale, sono state gettate
le basi per lo sviluppo ed il consolidamento di un turismo
rurale rispettoso della biodiversità (turismo verde),
fornendo un'offerta differenziata che dovrebbe far diminuire
la pressione turistica sui litorali.
- Il piano di diffusione previsto dal progetto (seminari,
brochure e CD-ROM) ha portato (e porterà) numerose
informazioni utili ai responsabili della gestione della
biodiversità ed alla società civile (TV,
stampa, radio, Internet).
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| Diffusione
e sensibilizzazione, un binomio vincente. |