La mission delle Banche dei semi è quella di raccogliere
e conservare la diversità biologica vegetale.
Per raggiungere tale obiettivo è fondamentale non
solo essere certi dellidentificazione del materiale
conservato, ma anche della sua buona qualità.
Semi di buona qualità possono essere infatti conservati
meglio e più a lungo, dando origine a plantule
più sane e vitali.
Linterazione del seme, in quanto entità
biologica, con lambiente rende variabile la sua
qualità, influenzata da numerosi fattori, quali
il corredo genetico, letà ed il tipo di gestione
a cui viene sottoposta la pianta madre, le condizioni
climatiche e le condizioni fisiologiche della pianta madre
durante la sua formazione, il grado di maturità
al momento della raccolta, la tecnica di raccolta, ecc.
(Piotto B. et al., 2001)
Descrivere e approfondire le conoscenze sui caratteri
morfologici, anatomici e fisiologici dei semi raccolti
è molto importante non solo per una loro corretta
conservazione, ma anche per un utilizzo sostenibile delle
risorse presenti nella Banca. A tal fine risulta indispensabile
la caratterizzazione
del materiale, ovvero losservazione, la misurazione
e la documentazione dei tratti trasmissibili geneticamente.
I dati risultanti da questo tipo di analisi consentono
di identificare e classificare le accessioni e di creare,
nel contempo, un catalogo dei descrittori essenziali per
la conoscenza approfondita della collezione (Ferreira,
M.E., 2005).
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| Il
seme rappresenta un nuovo organismo, geneticamente
diverso dai genitori, ed è questa diversità
il suo punto di forza, ciò che gli consente
di superare le avversità dellambiente
e, quindi, di sopravvivere.Foto: semi e plantule
di Astragalus verrucosus (© 2005 C. Pontecorvo
- CCB). |
Oggi la caratterizzazione del germoplasma si basa principalmente
su:
- descrittori morfologici: dimensioni, contorno
(circolare, ellittico, lineare, ecc.), sezione trasversale
(circolare, compressa, schiacciata, ecc.), colore dei
tegumenti, caratteristiche morfologiche esterne (caruncole,
fibre, ali, ecc.), presenza di particolari ornamentazioni
(solchi, striature, rughe, tubercoli, aculei, ecc.), conformazione
dei tegumenti, numero di cotiledoni, tipo di embrione
(periferico, lineare, basale, ecc.), sede di accumulo
delle sostanze di riserva ecc. La caratterizzazione morfologica,
che è attualmente la tecnica più diffusa
e che presenta il vantaggio di essere poco costosa poiché
si basa su caratteri facili da studiare, ha però
anche dei limiti dovuti non solo al polimorfismo presente
in natura, ma anche allinfluenza che lambiente
esercita sui caratteri
fenotipici di una specie ed dallestrema
soggettività di interpretazione di alcuni dei parametri
sopra citati;
- descrittori agronomici: utili soprattutto nelle
colture di grande importanza economica; questo tipo di
caratterizzazione comporta però costi elevati,
non è applicabile su larga scala e non consente
ancora di evidenziare i fenotipi di interesse agronomico
presenti nelle accessioni di una collezione;
- metodi molecolari: che analizzano particolari zone
del DNA dette marcatori molecolari e si distinguono
proprio in base al tipo di marcatore di cui studiano il
polimorfismo. Tra i vari marcatori quelli microsatelliti
(SSRs) sono comunemente ritenuti i più affidabili;
essi consentono la mappatura genetica semi automatica
di un gran numero di accessioni e, di conseguenza, una
più precisa e veloce caratterizzazione su larga
scala del materiale depositato nella Banca. Questa tecnica,
oggi in forte sviluppo, sta portando ad una vera e propria
rivoluzione in fatto di caratterizzazione del germoplasma
(Ferreira, M.E., 2005).
Le conoscenze acquisite in seguito alla caratterizzazione
del germoplasma consentono, tra le altre cose, di mettere
a punto le strategie più adatte al campionamento
di individui rappresentativi, di scegliere il materiale
più adatto ad essere destinato alla riproduzione
delle piante in vivaio, e di migliorare le tecniche si
conservazione a lungo termine (stoccaggio a basse temperature)
delle collezioni presenti nella Banca.