La Direttiva Uccelli (Direttiva
79/409/CEE) concernente la Conservazione degli
uccelli selvatici, adottata dal Consiglio delle
Comunità Europee il 2 aprile 1979, è uno
degli strumenti chiave per raggiungere lambizioso
traguardo che gli Stati membri si sono posti nel 2001
a Gothenburg, di arrestare il declino della biodiversità
entro il 2010.
La Direttiva, considerando che la diminuzione delle popolazioni
di molte specie di uccelli selvatici presenti nel territorio
dellU.E. rappresenta un serio pericolo per l'ambiente
in quanto minaccia gli equilibri biologici, si prefigge
(Art. 1) la protezione, la gestione e la regolazione di
tali specie e ne disciplina lo sfruttamento. Essa si applica
agli uccelli, alle uova, ai nidi e agli habitat.
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Alcuni
delle specie di uccelli che la politica ambientale
dell'UE contribuisce a proteggere.(Mappa © Photodisk
and European Commission; Fonte: DG Environment Publications
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I 25 anni della direttiva Uccelli).
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Agli Stati Membri è richiesto
(Art. 2 e 3) di garantire una generale protezione delle
popolazioni di tutti gli uccelli di cui allArt.1,
adottando le seguenti misure:
- listituzione di zone di protezione;
- il mantenimento e sistemazione conforme alle esigenze
ecologiche degli habitat situati all'interno e all'esterno
delle zone di protezione;
- il ripristino dei biotopi distrutti;
- la creazione di biotopi.
Il cuore della Direttiva (Art. 4) consiste nella creazione
di una rete di Zone
di protezione Speciale (ZPS), identificate dagli Stati
membri, finalizzata a garantire la sopravvivenza e la
riproduzione delle specie più vulnerabili (elencate
nellAllegato
I) nella loro area di distribuzione, e delle specie
migratrici (con particolare attenzione alla protezione
delle zone umide e delle zone d'importanza internazionale).
La Direttiva protegge tutte le specie di uccelli selvatici
vietandone (Art. 5) la cattura, l'uccisione, la distruzione
dei nidi, la detenzione di uova e di esemplari vivi o
morti ed il disturbo ingiustificato ed eccessivo. E' tuttavia
riconosciuta la legittimità della caccia alle specie
elencate nellAllegato
II . Rimane comunque il divieto di caccia a qualsiasi
specie durante le fasi riproduttive e di migrazione di
ritorno (primaverile), così come sono vietati i
metodi di cattura non selettivi e di larga scala, in particolare
quelli elencati nellAllegato IV (trappole, reti,
vischio, esplosivi, sorgenti luminose artificiali, ecc).
Inoltre, per alcune specie elencate nellAllegato
III , sono possibili la detenzione ed il commercio
in base alla legislazione nazionale.
La Direttiva prevede, infine, limitati casi di deroga
(Art. 9) ai vari divieti (fermo restando l'obbligo di
conservazione delle specie) per motivi, ad esempio, di
salute e sicurezza pubblica, sicurezza aerea e ricerca
scientifica ed incoraggia (Art. 10) le ricerche ed i lavori
necessari per la protezione, la gestione e l'utilizzazione
della popolazione di tutte le specie di uccelli di cui
allArt. 1, con unattenzione particolare sugli
argomenti elencati nellAllegato V.
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La
mappa mostra la situazione delle ZPS aggiornata
a giugno 2005; (a sinistra) nellEuropa
continentale, (in alto a destra) nella regione
macaronesiana.
Oltre la metà di questi siti è
stata designata,
per intero o in parte, anche come Sito di Importanza
Comunitaria (SIC) ai sensi della Direttiva Habitat.Fonte:
European
Topic Centre on Biological Diversity (ETC/BD)
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Costituita da oltre 4200 siti che occupano complessivamente
unarea superiore ai 380.000 km² , la Rete comprende
una vasta tipologia di habitat diversi, individuati e designati
come ZPS sulla base dell
inventario
IBA europeo. Le zone umide sono le più rappresentate
ma sono presenti anche foreste, brughiere, praterie, ed
aree marine, mentre i terreni agricoli regolarmente coltivati
rappresentano appena l8%.Sebbene non sia ancora completata,
i suoi meriti in termini di salvaguardia delle specie sono
già evidenti. Secondo un recente studio di
BirdLife
International la percentuale di specie dellAllegato
I considerate in favorevole stato di conservazione, è
passato in 10 anni dal dal 18% allattuale 26%, il
beneficio è tanto più significativo se si
considera che la situazione generale degli uccelli selvatici
è in continuo declino (per un approfondimento:
Birds
in the European Union: a status assessment ).
Al momento, grazie al recente allargamento dellUnione
Europea ed ai cambiamenti delle politiche rurali dellU.E.,
si intravede lopportunità di migliorare lintegrazione
tra le esigenze di conservazione degli uccelli e lutilizzo
del territorio rurale. Ma, per raggiungere il traguardo
di fermare il declino della biodiversità entro il
2010, cè ancora molto da fare, e sarà
necessario che lattuazione della Direttiva Uccelli
sia messa al centro della scena, in un contesto territoriale
più ampio.
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| Per
il tarabuso (Botaurus stellaris), come per molti altri
uccelli, la protezione dei siti rappresenta il principale
strumento di tutela. Allinizio degli anni 80
le popolazioni di molti uccelli delle zone umide erano
in grave declino, ma ora, grazie al processo di designazione
delle ZPS, la maggior parte sembra essersi stabilizzata
ed alcune sembrano addirittura in lieve aumento. (Foto
da sinistra: tarabuso © Giacomo
Mazzuoli ; Lago Gurrida (Randazzo, Italia) (©
2005 Pietro Pavone - DBUC ). |
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approfondimenti
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