La Convenzione sulla Conservazione delle Specie
Migratrici (CSM), sottoscritta a Bonn il 23 giugno
1979, è un Trattato internazionale che, riconosciuta
l'importanza della conservazione delle specie migratrici,
in particolare di quelle considerate in pericolo di estinzione,
e degli habitat da cui esse dipendono, ha come
obbiettivi:
- promuovere programmi di ricerca scientifica relativi
alle specie migratrici, cooperare a tali programmi o fornire
appoggio;
- accordare una protezione immediata alle specie migratrici
in pericolo di estinzione elencate nellAllegato
I di cui è vietata, tranne in casi particolari,
la cattura. I Paesi firmatari devono impegnarsi a salvaguardare,
o alloccorrenza restaurare ove possibile, gli
habitat di distribuzione di queste specie;
a ridurre gli ostacoli alla migrazione; a prevedere, ridurre,
o controllare i fattori che minacciano, o rischiano di
minacciare, la sopravvivenza di dette specie, esercitando
in particolare un rigido controllo sull'introduzione di
specie esotiche oppure sorvegliando, limitando o eliminando
quelle che sono state già introdotte;
- concludere "Accordi" sulla conservazione
e la gestione delle specie elencate nellAllegato
II che, pur non essendo ancora in pericolo destinzione,
si trovano in uno stato di conservazione precario o potrebbero
comunque trarre vantaggio da un'accorta gestione e da
un programma di ricerca e monitoraggio congiunto tra i
Paesi firmatari, volti a scongiurare un pericolo futuro.
Qualora le circostanze lo giustifichino, una specie può
comparire sia nellAllegato I che nellAllegato
II. Le specie migratorie possono essere rimosse dallAppendice
I allorché la Conferenza delle Parti abbia constatato,
su basi scientifiche, che ci siano le condizioni per non
ritenerla più minacciata e che la specie, in seguito
alla sua esclusione dallAppendice I ed alla conseguente
mancanza di protezione, non corra il rischio di essere
nuovamente minacciata.
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