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In un mondo ideale tutti gli organismi dovrebbero vivere
ed essere tutelati nel loro habitat naturale, secondo
una politica di conservazione che prende comunemente il
nome di "conservazione
"in situ" , attraverso la creazione
di aree protette quali parchi
nazionali, parchi
naturali, riserve,
zone
umide, ZPS,
ZSC
ed altri
tipi di aree.
Per quanto concerne le specie
maggiormente minacciate, lattività in
situ prevede la conservazione di popolazioni
vitali in aree che devono essere sufficientemente
estese da consentire la sopravvivenza di un gran numero
di individui appartenenti ai taxa da proteggere.
Per conservare la variabilità genetica, che sta
alla base della capacità delle varie specie di
evolversi e di adattarsi al mutare delle condizioni ambientali,
lampiezza di tali aree viene calcolata in funzione
della densità demografica dalla specie in natura.
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La
sopravvivenza a lungo termine, di specie ed ecosistemi,
dipende dal fatto che essi siano liberi di evolversi
in condizioni naturali. Foto: esempi di Aree protette
(da sinistra) matorral arborescenti di Juniperus spp.
e pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica.
(© 2005 Gianni Bacchetta - CCB). |
Ma le aree protette, quando circondate da territori non
idonei alla vita selvatica in quanto antropizzati e spesso
densamente popolati, sono paragonabili ad isole
e, in quanto tali, vulnerabili. Per minimizzare gli effetti
negativi della frammentazione
degli habitat, e grazie alle conoscenze acquisite
negli ultimi anni nel campo dell'ecologia e della biologia
della conservazione, le modalità di conservazione
in situ sono state orientate verso unorganizzazione
sempre più articolata e complessa dei territori da
tutelare. Nascono così le prime reti ecologiche,
un sistema di nodi,
corridoi
ecologici, zone
tampone, ed aree
di riqualificazione ambientale, che collegano fra loro
le aree protette in modo da garantire la sopravvivenza delle
comunità biologiche e dei processi ecologici.
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| Da
sinistra: esempio schematico di rete ecologica;
cartina delle reti ecologiche dellOlanda (Fonte:
http://www.planeco.org).
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In Europa, dove questi concetti si stanno diffondendo rapidamente
allinterno delle politiche di pianificazione territoriale,
è stato creato, come conseguenza della direttiva
comunitaria conosciuta come Direttiva
Habitat, il primo network continentale per la
conservazione in situ della biodiversità:
la rete Natura
2000.
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Fonti:
Battisti C. (2004) - Frammentazione ambientale, connettivita,
reti ecologiche. Un contributo teorico e metodologico con
particolare riferimento alla fauna selvatica. Provincia di
Roma, Assessorato alle politiche ambientali, agricole e Protezione
civile 248 pp. -
link
Convention on Biological Diversity: Protected Areas - Introduction
- link
Di Dio F. - Come si protegge la diversità biologica:
le Reti ecologiche - link
Life ECOnet - Perché una rete ecologica? - link
APAT - Reti ecologiche - link
APAT - Prima individuazione di parametri utili al benchmarking:
analisi di vitalità delle popolazioni - link
Corpo Forestale dello Stato - Aree Protette - link
IUCN (2003) - Guidelines for Application of IUCN
Red List Criteria at Regional Levels: Version 3.0. - IUCN
Species Survival Commission. IUCN, Gland, Switzerland and
Cambridge, UK. ii + 26 pp. - link
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