HomeProgettoBiodiversitàConservazioneNormativaBancaLinks

Area riservataNewsForumContatti
CONSERVAZIONE
Conservazione "in situ"
Conservazione "ex situ"
"Ex situ" versus "in situ"
Le Banche dei semi
 
Bibliografia
 
Conservazione "ex situ"


La “conservazione ex situ” è una tecnica che, per tutelare le specie animali e vegetali in pericolo, le preleva dal loro habitat naturale e le mette sotto la “custodia protettiva” dell’uomo. Si tratta di una strategia fondamentale di conservazione a cui si ricorre quando la conservazione “in situ” risulta insufficiente o quando una specie è gravemente minacciata o rara.

I tipici ambienti nei quali si attua la conservazione ex situ sono: Zoo, Acquari, Vivai, Orti Botanici, Arboreti e Banche (dei semi, di pollini, di colture cellulari, ecc.). Il ruolo di queste strutture non è solo quello di conservare le specie ed il loro patrimonio genetico in ambienti adeguati, ma anche di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della salvaguardia della biodiversità, e di rendere disponibile il materiale per la ricerca (pura o applicata), al fine di incrementare le conoscenze sul ciclo biologico delle varie specie e poter elaborare ex situ tutte le strategie da sperimentare successivamente, in situ, per ricostituire o restaurare gli ecosistemi naturali degradati.


Gli Orti Botanici in quanto centri di conservazione, studio e divulgazione, svolgono un ruolo chiave nello sforzo di impedire l’impoverimento del mondo vegetale. In cifre: ad oggi sono più di 2000 gli Orti Botanici ed Arboreti disseminati per il mondo; nei 153 paesi dove sono presenti, gli Orti attirano complessivamente tra i 150 ed i 200 milioni di visitatori l’anno; i loro erbari contengono qualcosa come 142 milioni di campioni; vi sono coltivati e custoditi esemplari di circa 80.000 specie diverse e se, oltre alle specie, si calcola anche il numero delle sottospecie, cultivar, varietà, forme, ibridi ed altre entità identificabili, le cifre probabilmente raddoppiano, arrivando ad un totale di 160.000 taxa coltivati. Foto (da sinistra): Orto Botanico di Catania notturna e scolaresche in visita (© 2005 Pietro Pavone - DBUC) Giardino Botanico di Barcellona (© 2005 Núria Membrives - IJBB).

Per quanto concerne il regno vegetale, la conservazione ex situ prevede un impegno a lungo termine, l’utilizzo di procedure spesso complesse ed una buona conoscenza della biologia riproduttiva delle specie da salvaguardare, indispensabile per effettuare la raccolta del materiale ed ottenere dei campioni significativi senza danneggiare le popolazioni naturali.

Alcune modalità di conservazione ex situ come la conservazione dei semi, la conservazione del polline e le collezioni vive, sono note all’uomo da molto tempo; altre come la conservazione in vitro e la conservazione del DNA sono più recenti e talvolta controverse. Si tratta comunque di tecniche adatte sia alla conservazione di specie selvatiche che di specie coltivate.

Foto: (da sinistra) il Conservatorio Botanico Nazionale Mediterraneo di Porquerolles (Francia) (© 2005 Pietro Pavone - DBUC) e l’Istituto delle Regioni Aride di Médenine (Tunisia) (© 2005 I.R.A.).

Fonti:
UNICAM Botanica ed Ecologia: Orti Botanici e strategia della conservazione - link
Piano Nazionale sulla Biodiversità - link
Concetta Vazzana - La conservazione della biodiversità - link
Vangelisti Roberta - La conservazione ex situ - link
An International Review of the Ex Situ Plant Collections of the Botanic Gardens of the World... - link
Botanic Gardens Conservation International: Botanic gardens: conservation, leisure, education - link
Ex situ conservation - link

 
  @ 2005 Made by Mediaetna | Credits