HomeProgettoBiodiversitàConservazioneNormativaBancaLinks

Area riservataNewsForumContatti
BIODIVERSITA'
Introduzione
Definizione
Origine
Distribuzione
Importanza
Riduzione e cause
Liste Rosse e Liste blu
Hotspots
Una risorsa inestimabile
 
Bibliografia

 
Riduzione e cause


Speciazioni ed estinzioni sono fenomeni naturali che si sono susseguiti, nel corso delle Ere, portando alla vita così come la conosciamo oggi. Ma, mentre le estinzioni di massa che si verificarono nel passato avvennero così lentamente da permettere a nuove forme di vita di affermarsi attraverso adattamenti ad un mondo in continua trasformazione, a partire da 40.000 anni fa, da quando cioè i primi Homo sapiens fecero la loro comparsa, la scomparsa delle specie è avvenuta in tempi talmente ristretti da non consentire il realizzarsi di una evoluzione naturale. Estinzioni rapide come quelle ancor oggi in atto non possono essere infatti bilanciate dalla speciazione, processo che normalmente prevede, per il differenziamento di nuove specie, tempi lunghi dell’ordine di 2.000 – 100.000 generazioni (Dallai R., 2005).

La biodiversità del Pianeta è dunque diminuita progressivamente con l’arrivo dell’uomo; il suo collasso è iniziato circa 10.000 anni fa con l’affermarsi dell’agricoltura ed in tempi più recenti, con la Rivoluzione Industriale, l’opera di bio-distruzione da parte dell’uomo si è fatta sempre più pesante. Passando dall’abbattere gli alberi con attrezzi di pietra allo sventrare letteralmente le montagne per accedere alle risorse del Pianeta abbiamo rimodellato il paesaggio in maniera drastica e definitiva. I vecchi metodi di raccolta sono stati sostituiti da tecnologie più intensive che, pur avendo portato evidenti vantaggi, hanno spesso provocato, a seguito di uno scriteriato sovrasfruttamento delle risorse ambientali, il decino delle economie locali.


La pesca col sonar e l’utilizzo di reti sempre più grandi hanno esaurito le risorse ittiche in zone dove la pesca era, da sempre, il mezzo di sostentamento delle popolazioni indigene. (© 2005 Martino Coppola di Canzano)


Il fenomeno dell’erosione genetica e della conseguente riduzione della biodiversità si è accentuato per un concorso di cause tra cui:
- la distruzione degli habitat (es.: bonifiche e deforestazioni);
- le pratiche agricole intensive;
- la frammentazione del paesaggio;
- il climate change;
- l’over grazing;
- l’insediamento di specie invasive.


Il disboscamento delle foreste tropicali, “polmoni” del Pianeta e preziosi serbatoi di biodiversità, che scompaiono al ritmo di 30 ettari al minuto; la messa a coltura di molte terre e l'uso di fertilizzanti, diserbanti ed antiparassitari; le strade, ferrovie, piste e percorsi che attraversano i lembi di terra non ancora urbanizzati, creando dei “puzzle” di zone verdi in cui le singole unità, isolate tra loro, spesso non sono sufficientemente grandi da ospitare comunità biologiche funzionali; i gas di scarico che provocano un aumento della concentrazione di anidride carbonica nell'aria con conseguente riscaldamento del clima e condizioni di vita alterate per piante ed animali; l’over-grazing della vegetazione spontanea da parte dei piccoli ruminanti che impedisce la rigenerazione della copertura vegetale; l’introduzione di specie invasive (es.: Caulerpa taxifolia) che spodestano le specie autoctone. Tutto questo sta' provocando una brusca accelerazione dei tassi di estinzione di molte specie. (© 2005 Martino Coppola di Canzano e Gael Farano).

Secondo un rapporto del WWF, l’Organizzazione Mondiale per la conservazione delle specie, negli ultimi 30 anni è stato distrutto più del 30 % del patrimonio naturale. Gli ecosistemi sono stati frammentati o eliminati e le specie stanno sparendo con un ritmo 50-100 volte superiore a quello naturale. Se questo trend non verrà invertito gli studiosi prevedono che nel corso dei prossimi decenni si potranno perdere il 60% delle specie viventi, questa sarebbe una vera e propria estinzione di massa, la sesta dalla nascita del nostro Pianeta.


Ogni specie che scompare è persa per sempre - L’Olivo di Sant'Elena (Nesiota elliptica), potrebbe essere preso come simbolo delle specie “definitivamente estinte”. Quest’albero, il cui ultimo esemplare morì nel novembre del 2003, e di cui nessuna collezione, né locale né internazionale, conserva materiale vitale (piante, semi o tessuti), è da considerarsi irrimediabilmente estinto. (© Rebbecca Cairns-Wicks)

Fonti:
Dallai R. 2003 - BIODIVERSITA’ significato e valore di una parola. Da: Prolusione per l'inaugurazione del 763° Anno Accademico Università di Siena – link
Belmonte G. - Speciazione ed estinzione - link
Norman Myers and Andrew H. Knoll (2001) - How Will the Sixth Extinction Affect the Evolution of Species? – link Niles Eldredge (2001) - The Sixth Extinction - link
Secretariat of the Convention on Biological Diversity (2000) - Sustaining life on Earth: We Are Changing Life on Earth - link
WWF Living Planet Report 2004 - link
2004 IUCN Red List - link
 
  @ 2005 Made by Mediaetna | Credits