HomeProgettoBiodiversitàConservazioneNormativaBancaLinks

Area riservataNewsForumContatti
BIODIVERSITA'
Introduzione
Definizione
Origine
Distribuzione
Importanza
Riduzione e cause
Liste Rosse e Liste blu
Hotspots
Una risorsa inestimabile
 
Bibliografia
 
Liste Rosse e Liste Blu


Nello sforzo di valutare lo stato della biodiversità del Pianeta, uno strumento fondamentale è rappresentato dalle Liste Rosse, database costantemente aggiornati che riportano la lista delle specie animali e vegetali rare o minacciate di estinzione. Attraverso il censimento delle specie in pericolo e l’analisi delle cause che hanno portato al loro decremento numerico, queste liste costituiscono il punto di partenza per l’elaborazione delle strategie più idonee per un'efficace protezione della natura.

 
Utilissime non solo a livello scientifico ma anche a livello legislativo, le liste Rosse sono
campanelli d’allarme che forniscono indicazioni sulle specie rare od a rischio di estinzione.
Tuttavia la conservazione della biodiversità va perseguita anche sulla base di altri parametri (es.: costi, logistica, possibilità di successo ...) mirando alla tutela di comunità, micro-habitat ed ecosistemi nel loro insieme, piuttosto che alla protezione di una singola specie.
(Nella foto: 2004 IUCN Red List of Threatened Species ).

 

Le Liste Rosse vengono prodotte a livello regionale e nazionale, da Enti che si occupano di tutela della natura o di ricerca come Parchi ed Università mentre, a livello mondiale, sono organizzazioni come l’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) che si occupano di redigerle.

La Lista Rossa delle Specie Minacciate pubblicata dall’IUCN e prodotta a cura della sua Species Survival Commission , è uno strumento versatile e di facile consultazione, alla cui redazione contribuiscono scienziati e specialisti di tutto il mondo. Questa Lista Rossa è ritenuta la più obbiettiva ed autorevole risorsa da cui attingere per quanto concerne le specie in pericolo di estinzione a livello mondiale (Lamoreux et al. 2003, Hambler 2004; in Butchart et al. 2004); essa non fornisce solo informazioni prettamente tassonomiche ma anche altre informazioni utili in campo conservativo, come ad esempio:

- quanto sia in pericolo una data specie;

- quali siano i fattori che la minacciano;

- da quali azioni di conservazione possano trarre beneficio i taxa;

- quali siano le specie in pericolo in un dato Paese.

Nel database le specie sono suddivise per categorie che consentono di classificare tutte le piante e gli animali (esclusi i microrganismi) secondo il rischio di estinzione globale cui sono esposti nel presente. Le categorie IUCN, adottate ormai da tempo dalla comunità scientifica internazionale, sono state recentemente modificate al fine di ottenere un sistema di classificazione più oggettivo ed esplicito. Le nove categorie attualmente in uso (Versione 3.1: IUCN - 2001 ) che, con qualche accorgimento , possono essere utilizzate anche per la produzione di Liste Rosse a livello regionale (soprattutto), nazionale o locale, sono:


EX (Extinct) - estinto;
EW (Extinct in the Wild) - estinto in natura;
CR (Critically Endangered) - gravemente minacciato;
EN (Endangered) - minacciato;
VU (Vulnerable) - vulnerabile;
NT (Near Threatened) - quasi a rischio;
LC (Least Concern) - non minacciato;
DD (Data Deficient) - dati insufficienti;
NE (Not Evaluated) - non valutato.



Per poter assegnare una specie ad una delle tre “categorie di rischio” (CR, EN, VU) è sufficiente che essa presenti “almeno uno” dei cinque criteri quantitativi seguenti (per un approfondimento);

A. Riduzione della popolazione (passata, presente e/o stimata);

B. Area di distribuzione della popolazione stimata a meno di 100 km2 (5000 km2, 20000 km2) o superficie colonizzata a meno di 10 km² (500 km², 2000 km²) e: frammentazione, diminuzione o fluttuazioni;

C. Popolazione di dimensioni ridotte stimata a meno di 250 individui maturi (2500, 10000) e: frammentazione, diminuzione o fluttuazioni;

D. Popolazione di dimensioni molto ridotte stimata a meno di 50 (250, 1000) individui maturi, o con una distribuzione molto ridotta;

E. Analisi quantitative che dimostrino una probabilità di estinzione del 50% (20%, 10%), al massimo nel giro dei prossimi 100 anni.

Il sistema, studiato per essere applicato a livello globale a tutti i taxa a partire dal livello di specie in giù, resta però forzatamente generico e, di conseguenza, non prendendo in considerazione i dati storici relativi alla vita di ogni singola specie, può portare, in alcuni casi, ad una sotto- o sopravvalutazione del rischio di estinzione.

L’intervento dell’uomo a tutela delle specie iscritte nelle Liste Rosse, porta spesso a dei successi (misurabili soprattutto a livello locale). In Svizzera, ad esempio, alcune specie come Salvia pratensis (foto 1 - © Flora.cyberia), Pulsatilla vulgaris (foto 2 - © Missouri Botanical Garden) e Polygonatum odoratum (foto 3 - © Frank Rutschmann), una volta rare, registrano ora una stabilizzazione delle popolazioni.

Pur ammettendo che la scomparsa delle specie sia un evento naturale, bisogna constatare che negli ultimi decenni il ritmo di estinzione è accelerato in maniera preoccupante e l’allungarsi della lista delle specie in pericolo porta inevitabilmente ad una visione “catastrofica” dello stato di conservazione della biodiversità a livello planetario.

In questo scenario risulta più che mai “utile” il concetto, relativamente recente, di Lista Blu, sviluppato tra il 1994 ed il 1998 da Andreas Gigon et al. Le Liste Blu, infatti, affrontano la questione da un’angolazione diversa riportando gli elenchi di specie appartenenti alle Liste Rosse che, grazie alle tecniche di protezione della natura, mostrano una stabilizzazione durevole o un aumento dell’abbondanza, almeno localmente. Esse sono la testimonianza del successo delle politiche ambientali.

Anche se il concetto di Lista Blu deve essere ulteriormente sviluppato, è auspicabile che esso venga recepito ed utilizzato da Istituzioni scientifiche e Governi. La consultazione di entrambe le liste, Rosse e Blu, consentirebbe infatti di avere una visione più equilibrata dello stato della biodiversità a livello regionale, nazionale e mondiale, e di evitare quella spirale di pessimismo e rassegnazione in cui si potrebbe cadere a causa dell’input di dati esclusivamente negativi.

 

Fonti:
2004 IUCN Red List of Threatened Species link
Background to the IUCN Red List link
IUCN - Overview link
The IUCN Red List of Threatened Species link
What is the Species Survival Commission (SSC)? link
Contributors to the IUCN Red List link
Butchart SHM, Stattersfield AJ, Bennun LA, Shutes SM, Akçakaya HR, et al. (2004)- Measuring Global Trends in the Status of Biodiversity: Red List Indices for Birds. PLoS Biol 2(12): e383 link
IUCN - Organization of Information link
IUCN. (2003). Guidelines for Application of IUCN Red List Criteria at Regional Levels: Version 3.0. IUCN Species Survival Commission.
IUCN, Gland, Switzerland and Cambridge, UK. ii + 26 pp.link
CORDIS News (25 november 2004) - Scientists warn of increased risk of extinction link
Plant Talk n°20 (January 2000) - Blue Lists: A new conservation instrument. By Andreas Gigon and Fanny Knorr. link
Plant Talk n°26 (October 2001)- Applying the IUCN Red Data Categories to Plants. (Interview with Craig Hilton-Taylor, IUCN Red List Programme Officer).link
Liste rosse e blu della flora italiana (ANPA) link
Blue lists link
  @ 2005 Made by Mediaetna | Credits