La biodiversità
attuale, frutto di un lento processo di evoluzione cominciato
circa 3,8 miliardi di anni fa, si è sviluppata da
forme di vita primordiali che si sono man mano diversificate
andando ad occupare tutti gli habitat disponibili
ed adattandosi ai numerosi cambiamenti climatici avvenuti
nel corso delle ere. A seguito di disastri naturali o variazioni
climatiche troppo drastiche e repentine, molte specie sono
scomparse, tuttavia l’estinzione delle specie, che
ha luogo quando un habitat si modifica e le specie
esistenti si trovano a vivere in condizioni svantaggiose,
è un fenomeno naturale, molto lento, controbilanciato
dalla nascita
di nuove specie più adatte a vivere nelle nuove
condizioni ambientali.
Nella storia della vita sulla Terra si distinguono due grandi
epoche, ciascuna delle quali con una propria biologia ed
un proprio ritmo: il Precambriano, lera della vita
nascosta, un mondo di microbi generalisti ad evoluzione
lenta che hanno colonizzato il Pianeta nei suoi primi 2,5
miliardi di anni; ed il Fanerozoico, lera del visibile,
dominato da specie poco longeve di eucarioti specialisti
che si sono adattati a vivere nei diversi habitat che si
andavano via via formando dal Cambriano in poi (550/600
milioni di anni fa).
Le specie del Precambriano, erano microscopiche, asessuate
e procariotiche, e i cambiamenti evolutivi più salienti
a loro carico si manifestavano all’interno delle cellule
ed erano di natura biochimica; le estinzioni di massa erano
un fatto raro, per lo più circoscritto agli eucarioti
microalgali caratterizzati da cellule voluminose, mentre
i cianobatteri precambriani ebbero modo di espandersi sotto
molteplici condizioni ambientali, data la loro capacità
adattativa e longevità.
Le piante e gli animali del Fanerozoico erano, al contrario,
grandi, pluricellulari e specializzati per vivere in luoghi
adatti; molte specie ebbero vita relativamente breve, cosicché
il Fanerozoico risulta punteggiato da numerosi episodi di
estinzione, ognuno seguito, tuttavia, dall’affermazione
e dalla diversificazione degli organismi sopravvissuti per
radiazione
adattiva, processo che si realizzava però in
un lasso di tempo di milioni di anni (Schopf J.W., 2003
in Dallai R., 2005).
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Fanerozoico,
l’era della vita visibile.
Museum für Naturkunde”, Berlino (Germania)
(© 2005 Pietro Pavone - DBUC).
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Dall’esame delle faune del passato si ricava, tuttavia,
la conclusione che la diversità biologica è
andata sempre crescendo nonostante vi siano state ben 5
estinzioni di massa.
Cè stato, insomma, nella storia della vita
sulla Terra, un aumento della biodiversità, soprattutto
dal Cretaceo in poi, quando le terre emerse, dopo la loro
fusione a costituire la Pangea e la successiva loro frammentazione
e deriva si collocarono nella posizione attuale, separate
da ampi bacini marini. Fauna e flora poterono allora evolvere
in condizioni di isolamento sempre più spinto e dare
origine ad una grande diversificazione. Nel Cenozoico la
biodiversità raggiunse il suo apice: il numero delle
specie marine fu raddoppiato e quello delle specie terrestri,
triplicato (Dallai R., 2005).