In tempi passati, l'uomo traeva forza ed
equilibrio dalla natura, viveva in armonia con essa, costruiva
utensili, edificava case, cacciava, pescava, solcava i mari
e conquistava terre lontane. Allalba del secondo millennio
le civiltà, nate in un mondo ricco di biodiversità,
devono prendere atto che, la crescita esponenziale del genere
umano e la pressione che esso esercita sullambiente,
stanno mettendo in serio pericolo linfrastruttura
ecologica da cui tutti dipendiamo.
Fino a poco tempo fa eravamo noi a dipendere dalla biodiversità,
ora i ruoli si stanno invertendo,
e il destino della biodiversità dipende direttamente
da come progetteremo il nostro stesso futuro
(Foto: Parco fluviale dell’Alcantara (Sicilia). (©
2005 Pietro Pavone - DBUC).
Una delle funzioni della Scienza è anche quella di
prevedere gli eventi che riguardano lambiente allo
scopo di poter razionalizzare le risorse e gli interventi
da effettuare in vista della conservazione della biodiversità.
Entrare in questa dimensione previsionale sarebbe di grande
utilità sia per massimizzare il risparmio di risorse,
che per la difesa di vite umane, aspetto questo anche più
importante perché noi dipendiamo fortemente da una
cultura della previsione, dalla pianificazione del domani
(Oliverio A., 2003 in Dallai R., 2005).
Per raggiungere questi obiettivi, tuttavia, è necessario
che accadano due novità: che si determini una mutazione
politica, che guardi alla realtà dei fatti basandosi
su analisi e soluzioni razionali, e che si realizzi un cambiamento
di mentalità. Una mutazione politica, che convinca
i politici ad investire in programmi privi di immediata
visibilità e ricadute positive sulla loro immagine
e, di conseguenza, sul loro elettorato; ed una trasformazione
di mentalità, che induca gli uomini a guardare con
maggiore attenzione non solo al presente, ma anche al lontano
futuro .
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Per diventare qualcosa di più
che una civiltà di breve durata, dobbiamo cominciare
a preservare la diversità biologica. (© 2005
Martino Coppola di Canzano).
Ci si può domandare se davvero tutto questo sia
solo utopia o se, invece, davanti alla tragicità
degli eventi di questi ultimi tempi: la distruzione del
territorio e le enormi sofferenze che molti debbono subire
a causa dei disastri ambientali, le nostre coscienze non
provino insieme alla condivisione del dolore della gente
colpita, anche un senso di ribellione per quello che poteva
essere fatto per limitare od evitare le catastrofi ambientali.
Cè bisogno di un maggiore impegno per preservare
lambiente e la biodiversità in esso presente,
perché da questi dipende la qualità della
nostra esistenza. Occorre che maturi la cultura della
responsabilità, affinché le generazioni
future ricevano un ambiente simile a quello che abbiamo
ricevuto. E necessario che cresca unetica
ambientale che faccia riflettere sul nostro modo di vivere
e sulle nostre origini.
LUniversità può dare un contributo
importante in questo contesto, fornendo gli strumenti
di conoscenza che facciano crescere nella Società
il senso di rispetto per la Natura, insieme alla consapevolezza
che il futuro della Terra e quello della nostra specie
sono strettamente dipendenti dalla conservazione dellambiente
e della sua biodiversità. Affinché, davanti
ad una quercia, ad una farfalla, ad un falco, frutto del
lungo e complesso lavoro della Natura, ognuno di noi possa
provare la stessa emozione e la stessa ammirazione che
si avverte davanti alla grande opera dellartista
(Dallai R., 2005).

Opere darte che solcano i nostri
cieli, un tesoro inestimabile.
(© 2005 Gaël Farano ).