Sebbene sia difficile stimare le conseguenze della perdita
di specie, molte evidenze indicano che al declinare della
diversità biologica si riduce costantemente la
funzionalità dell’ecosistema (Lawton J.H.
& Brown U.K., 1994 in Dallai R., 2005). I diversi
componenti di un ecosistema, infatti, interagiscono fra
di loro e con il loro ambiente non vivente. I produttori
autotrofi, sostanzialmente le piante verdi negli ecosistemi
terrestri e i batteri e protisti del fitoplancton in quelli
acquatici, i consumatori eterotrofi ed i decompositori
sono fra loro strettamente associati ed interdipendenti.
Ogni intervento che introduca alterazioni nell’attività
di una di queste componenti e superi il limite di tolleranza
ammesso dal sistema, si ripercuote negativamente sul funzionamento
dell’intero ecosistema. Senza i produttori primari
non si avrebbe immagazzinamento di energia chimica sotto
forma di biomassa; senza i diversi livelli trofici dei
decompositori, il mondo sarebbe sommerso da humus,
da carcasse di animali morti e dai rifiuti organici; senza
i vari livelli dei consumatori non avremmo il controllo
numerico delle popolazioni dei consumatori di più
basso rango. Vi è cioè un continuo flusso
di materia e di energia che attraversa i diversi ecosistemi;
ogni componente dipende e controlla allo stesso tempo
le altre componenti. Si comprende, pertanto, perché
l'eliminazione anche di un solo anello di questa catena
possa compromettere l’esito finale della trasformazione
(Dallai R., 2005).
In natura eventuali modifiche a carico dell’ambiente
si ripercuotono sugli organismi che compongono l’ecosistema,
tanto più pesantemente, quanto più rigidi,
complicati e specializzati sono i legami costituiti dalle
loro interazioni. Se, tuttavia, vi è una sufficiente
variabilità tra gli organismi e i vincoli sono
sufficientemente elastici, allora l’ecosistema può
evolvere, creando una nuova combinazione più adatta
alle nuove e mutate condizioni di vita. Un’elevata
biodiversità assicura, in altre parole, la capacità
degli ecosistemi di adattarsi al mutare delle condizioni
ambientali, consentendone l’evoluzione e garantendo,
tra l’altro, il permanere degli equilibri ecologici
da cui la stessa specie umana dipende.