Biodiversità termine reso popolare dal noto biologo
naturalista Edward O. Wilson col suo libro BioDiversity
(Wilson 1988), è una parola relativamente nuova usata
per definire la varietà delle forme viventi sulla
Terra. In modo più articolato e completo, essa descrive
il risultato del progetto biologico presente nel patrimonio
genetico di una specie ed il suo realizzarsi fenotipicamente,
allinterno dellambiente di adattamento; è
cioè il risultato di un continuo dialogo fra genotipo
e fenotipo,
fra la progettualità che è in ogni specie
ed in ogni individuo di questa e il suo spazio di attuazione,
dove lambiente interviene in modo anche pesante per
determinare le strutture secondo piani precisi di sviluppo
(Dallai R., 2005).
La biodiversità viene solitamente considerata a tre
diversi livelli: genetico, di specie e di ecosistema.
La diversità genetica si riferisce alla variabilità
del patrimonio genetico nellambito di una singola
specie. Essa include le variazioni genetiche tra popolazioni
distinte della stessa specie, e le variazioni genetiche
allinterno di una stessa popolazione. La variazione
genetica si verifica in popolazioni di organismi che si
riproducono sessualmente mediante ricombinazione e, nei
singoli individui, mediante mutazioni nei geni
e nei cromosomi.
In particolare, i geni che controllano processi biochimici
fondamentali si conservano immutati nellambito dei
diversi taxa
e, generalmente, presentano variazioni minime. Altri geni,
maggiormente specializzati, presentano una gamma di variazioni
più ampia.
La diversità di specie si riferisce alla varietà
delle specie in un determinato habitat.
Due sono i metodi più comunemente usati per valutare
la diversità di specie presenti in una data zona:
la stima della ricchezza di specie, che considera il numero
di specie presenti in una data area, e la stima dellabbondanza
di specie, che considera labbondanza delle singole
specie allinterno di una comunità.
La diversità ecosistemica comprende sia le
grandi differenze che ci sono tra i diversi tipi di ecosistemi
che le diversità di habitat e di processi
ecologici presenti allinterno di ciascun ecosistema.
La diversità degli ecosistemi viene spesso valutata
calcolando labbondanza relativa delle specie presenti.
A parità di numero totale di specie, un ecosistema
nel quale le specie siano presenti in proporzioni uguali
viene considerato più diversificato di un ecosistema
nel quale alcune specie siano molto abbondanti ed altre
relativamente scarse.
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La biodiversità che osserviamo oggi è
il frutto di bilioni di anni di evoluzione e costituisce
il mosaico della vita, di cui noi siamo parte integrante
e dal quale dipendiamo totalmente. Senza di essa la
Terra sarebbe un pianeta morto ed inospitale. (©
2005 Gaël Farano e Martino Coppola di Canzano)
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La biodiversità è per ¾ costituita da
specie animali e di questi più della metà sono
insetti, i veri dominatori del Pianeta; esistono, tuttavia,
moltissimi rappresentanti anche fra i batteri, i funghi, le
alghe, tutti organismi microscopici o poco studiati.
Si è calcolato che attualmente sul nostro Pianeta vivono
circa 1.5 milioni di specie diverse. Questo dato è
tuttavia per difetto e le stime più recenti indicano
che sulla Terra il numero complessivo di specie sarebbe molto
più alto, verosimilmente 10-15 milioni. Dunque noi
conosciamo oggi solo il 10% della biodiversità reale.
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La biodiversità
è di importanza fondamentale poiché
dalla sua conservazione dipende il mantenimento dellequilibrio
ecologico del Pianeta e la sopravvivenza della nostra
specie. Essa è la nostra risorsa più
preziosa (Dallai R., 2005). (Foto animali © 2005
Martino Coppola di Canzano); (Foto piante © 2005
E. Mattana; G. Bacchetta; C. Pontecorvo - CCB).
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