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PROGETTO
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Le ricadute sociali
Considerazioni conclusive
 
METODOLOGIA
Habitat e taxa studiati
  Raccolta e selezione dei semi
  Caratterizzazione dei semi
  Trattamento del materiale
  Deidratazione
  Confezionamento e stoccaggio
  Protocolli di germinazione

 

Bibliografia
 
Raccolta e selezione dei semi


La raccolta del materiale genetico, da destinare alla Banca dei Semi, costituisce una fase estremamente delicata che va pianificata e seguita con cura.

Una volta acquisite tutte le informazioni sulla specie oggetto di studio e sulla sua distribuzione in natura, si procede alla scelta delle aree di campionamento sia sulla base di parametri stazionali (distanza geografica, altitudine, clima, habitat etc.) che di parametri di natura genetica (necessari per massimizzare la biodiversità esistente tra gli individui della popolazione presa in esame).

Prima di iniziare il prelievo i raccoglitori effettuano un’escursione orientativa nel luogo prescelto e, una volta confermata l’identificazione del taxon, stimano la data approssimativa della raccolta e valutano la procedura più corretta da seguire durante il campionamento. Le metodologie di raccolta applicate dall’operatore si rivelano di importanza cruciale in quanto si pongono come interfaccia tra ciò che è la variabilità genetica presente nel luogo di campionamento e la rappresentazione della stessa nel lotto in ingresso alla Banca (Namkoong, 1988).


Lo studio in campo (a sinistra) e la raccolta del materiale sono fasi molto importanti che vanno effettuate da personale addestrato (© 2005 L. Podda - CCB; Núria Membrives - IJBB; IRA).


Le popolazioni campionate devono essere “geneticamente distinte”, selvatiche, auto disseminate. Idealmente, un campione di semi raccolto da una singola popolazione dovrebbe possedere il potenziale per essere reintrodotto nel luogo di provenienza (o in altri siti compatibili nel caso di rinaturalizzazione di habitat degradati), con il naturale range ecologico del taxon (Royal Botanic Gardens, Kew). Lo scopo viene generalmente raggiunto campionando un numero di individui non inferiore al 50 % della popolazione (Brown et Marshall, 1995) ma, per assicurare che il popolamento non venga danneggiato da una raccolta eccessiva, si tende a prelevare non più del 20% dei semi disponibili il giorno in cui si è in campo (Manuale APAT, versione 8.0).

Come regola generale le popolazioni che hanno un’alta diversità sono geneticamente più eterogenee e meritano pertanto di essere campionate più ampiamente; nel caso in cui la popolazione naturale presenti delle sotto-popolazioni, queste andranno a loro volta individuate, raccolte in maniera randomizzata e trattate come accessioni a sé stanti. Qualora invece, ci si trovi di fronte a popolazioni esigue, soprattutto se appartenenti a specie rare, è auspicabile evitare di campionare un numero eccessivo di individui; in questo caso si tende a raccogliere il materiale in più stazioni, prelevando più semi da una singola pianta (Manuale APAT, versione 8.0).


     
Hypericum kelleri: pianta, frutto e semi. Specie endemica minacciata il cui materiale genetico, opportunamente raccolto, è ora conservato nella Banca dei semi dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Chania (Creta), Partner del progetto GENMEDOC (© 2005 C.Fournaraki - MAICh).
 

Al fine di individuare il momento ideale per la raccolta può essere utile effettuare la cosiddetta “prova del taglio” che consiste nel tagliare un certo numero di semi in due metà ed osservarne le condizioni interne. La presenza di tessuti turgidi, sani e del colore tipico della specie, confermeranno la maturità del materiale e l’opportunità di proseguire l’operazione; questa decisione è importante poiché la vitalità dei semi è strettamente legata alla loro qualità al momento della raccolta. In linea di massima i semi andrebbero prelevati quando sono maturi, ancora sulla pianta, ma quasi pronti alla dispersione e non dovrebbero essere danneggiati né presentare alte percentuali di aborto (Royal Botanic Gardens, Kew).

La quantità ideale di semi vitali da raccogliere dovrebbe essere tale da consentire di:

- conservare a lungo termine nella Banca un campione rappresentativo della popolazione;

- avviare i test di germinazione e di vitalità; effettuare per diversi anni il monitoraggio della vitalità;

- destinare parte della collezione alla produzione di lotti per la duplicazione della stessa e per la validazione dei protocolli di germinazione da altre Banche e/o Centri di Ricerca.

Il materiale genetico, opportunamente confezionato e corredato delle relative schede di raccolta compilate sul campo, deve essere infine consegnato alla Banca per venire registrato, analizzato, selezionato e trattato, prima di entrare a far parte della collezione.

     
Le operazioni di controllo del materiale in entrata nella Banca richiedono pazienza e precisione perché solo evitando di conservare campioni di semi non vitali o con contaminazioni latenti, si può essere certi di mantenere alto il livello qualitativo e vitale della collezione (© 2005 Pietro Pavone - DBUC ).

 

Fonti:
Royal Botanic Gardens Kew - A Field Manual for Seed Collectors. Seed Collecting for the Millenium Seed Bank Project. Royal Botanic Garden Kew. Wakehurst Place - link
APAT - Manuale per la raccolta, studio, conservazione e gestione del germoplasma (versione 8.0) (IT)

 
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